Arriva il Festival dei cori ebraici. «Il canto ha accompagnato la storia»

CONOSCERE, scoprire, capire la città attraverso il canto e la musica. Sette gruppi corali per la settima edizione del Festival dei cori ebraici europei, manifestazione che quest’anno sarà ospitata a Ferrara dal 26 fino a domenica 30 giugno. Un evento che ha girato già mezza Europa, nelle passate edizioni e che ha scaturito un «enorme interesse, che ha reso possibile che questo festival diventasse itinerante – spiega Richard Di Castro, presidente del coro Ha-Kol di Roma –, partendo da Londra nel 2012, poi a Vienna nel 2013, a Roma nel 2014, e poi San Pietroburgo, Leopoli e ora a Ferrara, grazie alla collaborazione del Meis, della comunità ebraica, del teatro Comunale e del Comune». E ora sbarca anche a Ferrara. Sinagoghe, luoghi religiosi e teatri di prestigio, la possibilità di interagire con il tessuto cittadino che la ospita è il cuore della manifestazione, ancor più in una delle città storicamente con le più forti connessioni ebraiche di Italia. «Quelli ospitati sono tutti cori amatoriali – continua Di Castro – e il festival esiste perché per gli ebrei la musica è d’importanza fondamentale, da sempre è stato usato il canto nei momenti di gioia e di mestizia, persino nei momenti tragici della loro storia hanno scritto e composto musica, suonato e cantato». Sarà «un incontro di coristi provenienti da culture e tradizioni diverse, non solo accomunate da stessa religione, ma nel trovarsi ogni volta in un contesto nuovo».

Per Simonetta Della Seta, direttrice del museo Meis, «sarà un’occasione davvero unica con cui saluteremo con la musica ebraica l’inizio dell’estate» anticipando la prossima tappa della manifestazione, che sarà a Gerusalemme.

DURANTE il festival si potranno ascoltare le musiche liturgiche della vita quotidiana ebraica, canti della tradizione sephardita e di quella askenazita, ma anche arrangiamenti e composizioni contemporanei. Organizzate dal Coro Ha-Kol, presieduto da Richard Di Castro, e da Jewish International Association, a Ferrara arriveranno, oltre allo stesso Coro Ha-Kol di Roma, le ‘carovane’ dei coristi viennesi del Wiener Judischer Chor, de Les Polyphonies Hebraiques de Strasbourg, dell’Ensemble Choral Copernic di Parigi, di The Zemel Choir di Londra e del gruppo Shtrudl-Band di Leopoli, ciascuno con la propria tradizione musicale, giovedì 27 alle 20 e venerdì 28 alle 17.30 al teatro Comunale Abbado. Ospite del concerto di gala del 30 giugno alle 20,30 sarà l’Accademia corale Vittore Veneziani.

Un appuntamento «importante per la comunità ebraica e per la città di Ferrara, dove la tradizione ebraica è millenaria», specifica il nuovo presidente Fortunato Arbib, al quale si accoda Dario Favretti, direttore artistico di Ferrara Musica: «Ferrara è il luogo ideale per il festival dei cori ebraici, ci sono forti elementi d’interesse e affinità spirituale, perché da tempo la città è sede di cori amatoriali; c’è anche un grosso debito di riconoscenza con la comunità ebraica, per la grande lungimiranza dell’ebreo Renzo Bonfiglioli, che realizzò una forma di supplenza istituzionale dando vita a dieci edizioni concertistiche. Se è diventata ‘la città di Abbado’ lo dobbiamo anche a lui».

Anja Rossi

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